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Istituita a Roggiano Gravina la prima colonia felina “Pro Felix”

8 giugno 2019 Charlieblog Cultura e Spettacolo Notizie Società


Gandhi diceva: “La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali”,  con questo spirito  una cittadina ha richiesto fortemente ed ottenuto l’istituzione della prima colonia felina a Roggiano Gravina (CS). Una cosa del genere dovrebbe essere la normalità, ma vi posso assicurare che quando si parla di animali con le istituzioni, molte volte si sbatte contro un muro. Basta vedere il fenomeno del randagismo che è diventato una vera e propria piaga sociale. Questo per la cattiva gestione del fenomeno, che è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni, con canili al collasso ed enti che sono costretti a sborsare diverse migliaia dei euro all’anno per rimediare ad una situazione che sembra non avere soluzione. Almeno fino a quando non ci sarà qualcuno che veramente, e non a parole, prenderà l’impegno di porre fine a questo annoso problema.

Ritornando alla colonia felina “Pro Felix” bisogna tenere in considerazione diversi punti e ricordare che:

I gatti nelle città vivono in gruppi definiti “colonie feline”. Questi gruppi, composti da un numero più o meno numeroso di soggetti, sono vere e proprie aggregazioni strutturate legate ad un luogo, “territorio”, in cui i gatti trovano le risorse necessarie per sopravvivere, cibo e rifugi adatti, e per riprodursi. Di conseguenza quando un gruppo di felini si “impossessa” di un territorio, lo difende dall’intrusione di gatti estranei.

All’interno della stessa colonia sono presenti sia maschi che femmine; queste ultime formano gruppi matriarcali composti da gatte, generalmente imparentate tra loro, insieme a piccoli e a maschi non ancora maturi sessualmente.

I membri del gruppo si riconoscono tra loro probabilmente per un “odore tipico della colonia”; un gatto nuovo viene inizialmente rifiutato e allontanato con eccezione a volte dei gattini o di gatti anziani.

Tra le femmine si osservano spesso comportamenti amichevoli, quali strofinarsi con la coda alzata, toccarsi il naso, pulirsi reciprocamente, dormire assieme fino instaurare una vera e propria cooperazione per l’allattamento e l’accudimento dei gattini.

Comportamenti amichevoli si osservano anche tra le femmine e maschi adulti ma non tra maschi adulti dello stesso gruppo tra cui si instaura una sorta di tolleranza reciproca regolata da una gerarchia con presenza di soggetti dominanti. Tali soggetti, di solito i maschi più grossi e aggressivi, sono in grado di annunciare e imporre il proprio status mediante l’occupazione di luoghi specifici e con priorità nell’alimentarsi. All’interno della colonia gli scontri gravi sono comunque rari, mentre sono più frequenti i combattimenti “ritualizzati” con minacce ma senza scontro finale

Le colonie feline sono ufficialmente riconosciute dalla Legge n. 281 del 14/8/91 e dalla Legge Regionale 27 del 7/4/200 che all’Art 29 – Protezione dei gatti, che testualmente cita:

  • I gatti che vivono in stato di libertà sul territorio sono protetti ed è fatto divieto a chiunque di maltrattarli o di allontanarli dal loro habitat. S’intende per habitat di colonia felina qualsiasi territorio o porzione di territorio, urbano e non, edificato e non, sia esso pubblico o privato, nel quale risulti vivere stabilmente una colonia felina, indipendentemente dal numero di soggetti che la compongono e dal fatto che sia o meno accudita dai cittadini. via stipula di apposita convenzione.
  • I Comuni, le Aziende USL con la collaborazione delle associazioni censiscono le zone in cui esistono colonie feline.
  • Le associazioni animaliste possono richiedere al Comune, d’intesa con l’ AUSL, la gestione delle colonie feline, per la tutela della salute e la salvaguardia delle condizioni di vita dei gatti,
  • La cattura dei gatti che vivono in stato di libertà è consentita solo per comprovati motivi sanitari e viene effettuata dai servizi per la protezione ed il controllo della popolazione canina e felina o da volontari delle associazioni
  • I gatti in libertà sono sterilizzati dai Servizi Veterinari dell’ AUSL. I gatti sterilizzati, identificati con apposito contrassegno o tatuaggio al padiglione auricolare destro, sono reinseriti nella loro colonia di provenienza e nel loro habitat originario.
  • Le strutture di ricovero per gatti sono riservate a felini con accertate abitudini domestiche, non inseribili in colonie feline. I Comuni devono prioritariamente favorire e tutelare le colonie feline.
  • La soppressione dei gatti che vivono in stato di libertà può avvenire solo per motivi di grave e incurabile malattia o comprovata pericolosità

Le persone che si occupano delle colonie, sia fornendo cibo e cure, sono in genere privati cittadini o volontari appartenenti ad Associazioni animaliste.

Fondamentale che si seguano norme igienico-sanitarie per la gestione della colonia quali:

  • distribuire il cibo a ore fissate in modo che i gatti consumino subito tutto l’alimento senza che questo rimanga inutilizzato attirando topi o altri infestanti;
  • usare ciotole per la somministrazione del cibo usa e getta da rimuovere quanto prima;
  • sceglie cibi adatti;
  • creare dei punti di alimentazione al riparo dagli agenti atmosferici (sole e pioggia);
  • individuare luoghi adatti per i ricoveri e se questi sono situati in luoghi privati, concordarli con i proprietari;
  • tenere sempre pulito.

I Comuni, d’intesa con le ASL e le Associazioni animaliste provvedono a censire le colonie feline al fine di tutelarne la salute e il benessere degli gatti che le compongono e la tutela della salute pubblica mediante il controllo e la prevenzione delle zoonosi.

(materiale tratto dalle “Schede tecniche informative sugli animali da compagnia” )


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