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Maru – Tradire e fare

7 febbraio 2019 Charlieblog Cultura e Spettacolo


23 Gennaio 2019: data storica per un roggianese che, come molti giovani del Sud, un bel giorno della sua vita ha deciso di sistemare una valigia (forse più di una!), salire su un mezzo di trasporto qualsiasi e dirigersi (in questo caso) verso la metropoli lombarda.

Un giorno come tanti forse o per qualcuno il giorno del proprio compleanno! Ecco che un mercoledì di Gennaio mentre qualcuno compie 36 anni, qualcun altro debutta sui canali social con il suo primo attesissimo singolo: Mario Abate, in arte Maru, che potete seguire sull’omonima simpatica e spumeggiante pagina Facebook e su Instagram.

Ciò che accomuna compleanno e brano è il protagonista di quest’ultimo che il 23 Gennaio appunto compie gli anni. Data storica dunque per parenti, amici e, perché no? Per tutta la comunità roggianese e per finire per i “maruzzisti”, termine coniato dallo stesso Mario per definire i suoi fans!

Del brano, del protagonista, di questa prima fatica e di tante altre curiosità parleremo nell’intervista che segue questo incipit doveroso e sintetico, sono convinta che si debba parlare delle cose belle che succedono ad una cittadina o ad un figlio di essa, nonostante tutto! Non voglio dilungarmi e vi affido ad un botta e risposta in chiave social, perché purtroppo non ho avuto la possibilità di intervistare il neo-cantautore che in un’altra data simbolica, il 14 Febbraio 2019, attende di poter donare al mondo i suoi primi sette brani, sette tracce contenute nel suo primo lavoro discografico dal titolo “Tradire e Fare”.

E se anni fa scrissi della neonata associazione intitolata al giovanissimo amico e compagne di tante avventure, tra cui quelle musicali, Fabrizio Puzzo, di cui fu fondatore, oggi con lo stesso entusiasmo di allora voglio proporvi un Mario ritrovato e maturato, un sognatore a cui viene data una gran bella opportunità fatta di note, emozioni, trepidazioni e momenti trascorsi a scrivere.

A volte i sogni si avverano e la musica, motore pulsante di serate, storie, avventure e amori, è per lui uno di quei sogni matti capaci di rimettere in gioco tutte le carte giocate fino a questo momento, di rimescolarle e forse di mandarle in aria perché quando un desiderio bussa alla porta, dopo averlo tanto bramato e coltivato, c’è bisogno di inseguirlo fino in fondo e di osare il massimo!

 Scrissi un articolo per te anni fa. Quante cose sono cambiate da quel momento… Ci racconti un po’ di questi anni milanesi, dal saluto per la tua partenza in Corso Umberto fino ad oggi?

Sono ormai anni (né troppi né pochi) che vivo a Milano, questa città mi ha adottato, in realtà più che la città all’inizio mi ha adottato mia sorella Annalisa , sono arrivato a Milano reduce di una storia d’amore  che mi ha buttato giù parecchio, avevo bisogno di andare da qualche parte, ma senza fare troppi sforzi, allora in maniera abbastanza facile mi sono diretto nel punto più lontano da Cosenza con un appoggio per iniziare, ed eccomi a Milano (poveri Annalisa ed Alessandro quante ne hanno passate). Milano, città che proprio non digerivo prima del mio arrivo. Oggi Milano è Casa! Ringrazio comunque il Cielo  per avermi fatto nascere al Sud, mi porto dietro un bagaglio di esperienze paesane che sono alla base della mia formazione ed educazione, sono un fortunato terrone. A Milano ho messo da parte la mia laurea in Biologia, quindi per ristabilire un punto di partenza ho intrapreso un nuovo percorso accademico verso un’altra laurea (poveri Mamma e Papà, quanto è costata pure a loro sta storia d’amore). Ho iniziato facendo il cameriere in un ristorante in centro, poi il destino mi ha regalato una delle esperienze lavorative più belle della mia vita (grazie a Kicca, anche lei come una mamma, mi ha sempre stimolato accademicamente e non solo <<facciamola la domanda d’insegnamento, non si sa mai, ti fa schifo a fare il professore?>> diceva, ed ecco il Karma di Kicca che viene giù dal cielo, ho insegnato a scuola, poi è giunta la seconda laurea, ed eccomi qui pronto a mettere da parte tutto per fare Musica (perché no? Il sogno sono sogni, ma a volte si avverano!).  E pensare che Mamma e Papà mi volevano parrucchiere, Kicca mi voleva professore e Annalisa che non mi voleva proprio, invece si è dovuta sorbire la mia presenza a Milano. Il Destino!
Beh insomma, dalla mia partenza sono cambiate tante cose, non basterebbe un libro  (che sto scrivendo…eheheh scherzo) per raccontarle tutte!

 Tante serate condivise e la stessa voglia di dare tanto alla nostra Roggiano Gravina, questo album ha il sapore e i suoni delle sue strade, ne è testimonianza indiscussa il tuo primo singolo di cui parleremo tra un po’.  Leggo nei tuoi occhi lo stesso entusiasmo di quelle sere, tu quanto hai ancora da scommettere per la cittadina che ha visto i primi passi del tuo sogno musicale?

Io non voglio scommettere, voglio solo augurare il meglio al mio paesello, conto sulle generazioni future, conto sui miei nipoti, conto su genitori come te e tuo marito e come tutti quelli che vivete Roggiano, sarebbe bello rivedere la piazza ed il Corso pieni come gli anni ‘90 o i primi anni 2000. Quando avevo 14 anni, fra i vari voli pindarici che la mia mente faceva, c’era anche quello di diventare il sindaco di Roggiano.

 “Tradire e fare”, il tuo primo lavoro discografico, come nasce e come si evolve? Dove arriverà te lo stiamo augurando in tanti, me compresa, sicuramente in alto!

 Tradire e Fare non è altro che l’ennesimo giochino di parole , cosa che amo fare da sempre, giochi di parole e battute agghiaccianti, tu che mi conosci ciliegia potrai confermare. Non so dove arriverà questo disco,  sono certo del fatto che finalmente a livello discografico anche io ho stabilito la mia partenza e per adesso va bene così. Il disco è fatto di canzoni scritte dal 2006 al 2016, ci sono solo 7 canzoni che sono la prima selezione di 10 anni di scrittura. Ne ho scritte centinaia da quando ho preso la penna in mano , 7 fra queste erano collegate da un filo conduttore che le ha trasformate in un disco. La prima traccia del disco, è una delle prime canzoni che ho scritto in vita, era fine agosto 2006, fu un anno particolare per me e per la mia comitiva!
Il disco si chiama “tradire e fare”, perché ,senza pietà, racconto storie d’amore  avariate, dove  c’è di base almeno un essere che ci rimane male, in maniera più o meno esplicita ! Non voglio scimmiottare il concetto di amore, voglio solo raccontare l’altro lato della medaglia dei sentimenti in maniera ironica, ma nemmeno troppo. Era una cosa da fare, da qui Tradire e Fare.

Andiamo ora al primo singolo di questo lavoro originale, come mai la scelta di Gianluca come protagonista, e come mai “Gianni e Luca” proprio il primo singolo?

 Scrissi quel brano nel 2009 non nego che l’ispirazione venne proprio frequentando il buon Gianluca il protagonista del video. Lui  è sempre stato per me un esempio di “Impegno”, non bisogna essere per forza un assessore o il dirigente di una società sportiva per occuparti con impegno di politica o di calcio. Gianluca è sempre stato un elemento partecipe. Io l’ho visto sempre impegnato politicamente e non solo, appunto a livello sportivo. L’ho sempre visto lavorare ed allo stesso tempo l’ho sempre visto in piazza a parlare di qualcosa con qualcuno. Nella canzone mi diverto a scomporre il suo nome in Gianni e Luca che poi in realtà Gianni è Luca, ed affido ad ognuno dei due  un ruolo. Beh ci tengo a sottolineare che la canzone non parla di Gianluca, ma è solo una mia visione, la mia descrizione di un personaggio così “normalmente” impegnato da avere addirittura due vite. Poi non credo che per il nostro Gianluca “la donna sia importante solo a livello sessuale”. Ad ogni modo i miei Gianni e Luca sono padroni della normalità e dell’impegno, senza alcuna velleità!

Come mai la scelta delle nostre amate terre come ambientazione e non la piazza, dove tante scene di quelle che canti si muovono quotidianamente?

 Sarebbe stato retorico ripercorrere le scene che racconto , nella canzone parlo di Gianni e Luca sempre impegnati, nel video volevo concedergli un po’ di meritato riposo, riprendendo appunto il personaggio in una rilassante e liberatoria passeggiata, fuori dalla routine paesana. Poi grazie al video ho scoperto che Gianluca gode di un’espressività straordinaria, forse questa cosa è venuta fuori anche grazie al fatto che eravamo realmente isolati, lontani da tutto e da tutti. Sono molto felice della scelta che ho fatto. A me piace. Sono sempre stato un amante del nonsense.

Due gemelli, due anime che vivono nello stesso corpo o c’è anche qualche riferimento al gemello reale del protagonista?

 No, purtroppo nessun riferimento al reale gemello di Gianluca, se non per il fatto che geneticamente ha un gemello e che questo Gemello è stato una storica punta del Roggiano Calcio. Però stimo molto anche Marco (il gemello reale di Gianluca).

 Ad un certo punto della canzone esce fuori la frase “saluti Chiappetta…”, che definisce un luogo di tante serate. Come mai questo luogo e non un altro?

 Perchè da-i Chiappetta (sia Mimmo che Gangiuluzzo) ho passato il maggior numero di serate della mia vita, insieme ai miei amici, insieme a voi e soprattutto insieme a Gianluca. Prima  di andare a letto, si passava sempre a salutare un Chiappetta.

Tocchi tanti temi, tante passioni, tanti aspetti veritieri del nostro protagonista. Sicuramente ti soffermi sull’aspetto sociale e morale ma come mai non emergono due valori per lui fondamentali: famiglia e amicizia?

 In realtà, non ne parlo in maniera esplicita , ma il senso d’amicizia lo tratto quando parlo di birre insieme a compagni di partito  che sono moglie e marito (quindi famiglia), o ritrovarsi a parlare con imprenditori e  dipendenti , persone con ruoli ben distinti  durante il giorno che la sera mettono da parte il lavoro e si siedono allo stesso tavolo da Chiappetta a parlare e bere un drink. Poi chiaramente, io canto di Gianni e Luca, il mio personaggio. Non mi voglio giustificare, sia chiaro, però come dici anche tu, preferisco far emergere l’aspetto morale e sociale del mio personaggio, forse il paesello in cui vive per me ha più bisogno di quel tipo di aspetti che di altri.

Una grande prova degna di un cantautore, il preludio di altre tracce tutte da ascoltare con lo stesso entusiasmo, quello che trasmetti, quello che hai sentito in chi ti appoggia. Concludiamo questa breve chiacchierata con Mario con un abbinamento tra le canzoni che troverete nell’album e un aggettivo da lui espresso, per stuzzicare la curiosità giusta che vi possa far dire: “Questo cd dev’essere mio!”

Ecco a voi:

Davvero Brava Gente, sempre attuale.

Mi Sono perso, ermetica.

Il  Gatto, diversamente coccolosa.

Emilia, fotografica.

Gianni e Luca, realistica.

Camomilla, arrabbiata.

Non sei tua madre, gusto amarena.

In bocca al lupo carissimo Mario e ad majora!

Monia Avolio

 


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