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#TrovalaScimmia – Un regalo sotto l’albero

28 dicembre 2017 #TrovalaScimmia Charlieblog


“Trova la Scimmia” nasce per parlare di fatti di cronaca, riproposti sotto forma di confronto tra l’essere umano ed una specie animale. Si tende a credere che l’uomo occupi una posizione morale superiore rispetto a quello degli altri animali che, considerati bradi, invece assumono comportamenti molto vicini alla civiltà. Il termine “scimmia” viene di solito utilizzato per indicare individui poco intelligenti perciò viene ripreso per sottolineare umoristicamente i fallimenti della nostra società, teoricamente, lontana dallo stato selvatico.

Edmund Ramsden e Duncan Wilson sono gli autori di un saggio pubblicato nel 2014 sul giornale accademico Past and Present dell’università di Oxford. Lo studio di Ramsden e Wilson sostiene che molti animali si lasciano morire in risposta ad una serie di condizioni di stress che portano spontaneamente all’autodistruzione.
Molti animali domestici si annullano dopo la perdita del padrone: storia vecchia ma commovente quella del delfino Mary G che, dopo la morte della sua addestratrice Tamara Monti, rifiutò il cibo fino a morire. Alcune specie lo fanno per necessità, ad esempio, le termiti fanno esplodere il proprio addome espellendo un liquido repellente per allontanare gli aggressori dal nido.

Da cosa scaturisca la volontà di mettere fine alla propria vita, ad oggi, resta uno dei misteri più rappresentavi della volubilità della natura umana. E quando non si comprende qualcosa sarebbe buona norma astenersi dal giudicare, nella salvaguardia della sana autoregolazione del comportamento altrui. È stato un Natale particolarmente felice dopo l’approvazione della legge sul biotestamento del Senato perché si tratta del diritto di scegliere da persone libere, prima che di spegnersi se irreversibilmente malate.

A me si è riaccesa la speranza: questa manche di #trovaLaScimmia l’ha vinta il buon senso, che credevo fosse cenere riposta in una calza della Befana invece è stato è un regalo sotto l’albero. Caro Babbo Natale, noi ominidi ti ringraziamo sentitamente, tanta ponderatezza sarà sicuramente farina del tuo sacco o non ce l’avremmo solo una volta all’anno.

 

l’Oya del tè


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