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Ancora minacce di morte all’imprenditore Tiberio Bentivoglio

11 giugno 2017 Cronaca Cronaca giudiziaria Notizie


Ancora minacce di morte per l’imprenditore reggino antimafia e cittadino onorario di Roggiano Gravina Tiberio Bentivoglio. L’ultima in ordine di tempo ieri: una busta contenente diversi proiettili e una lettera scritta in dialetto calabrese dal chiaro contenuto intimidatorio è stata ritrovata dalla moglie Enza intorno alle 13, qualche minuto prima della chiusura dell’attività situata su Corso Vittorio Emanuele III di Reggio Calabria.

A farlo sapere, attraverso un comunicato, è il Coordinamento cittadino di Libera che parla di parole dure, violente, e che ancora una volta hanno turbato la vita della famiglia Bentivoglio.

“Frasi e oggetti simbolici – è scritto nella nota – che sono frutto di una logica mafiosa, perversa e criminale. Agli attimi di sconforto e smarrimento, assolutamente comprensibili, Tiberio ed Enza, hanno fatto seguire l’ennesima dettagliata e decisa denuncia.

Libera insieme alla rete ReggioLiberaReggio, continueranno con determinazione  a condividere e sostenere concretamente la resistenza di Enza e Tiberio. Non li lasciamo soli, con corresponsabilità cammineremo insieme per la ricerca della verità e giustizia.

Rinnoviamo la nostra gratitudine e fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine, della magistratura e degli uomini e donne delle istituzioni che in questi anni di lotta e di grande fatica hanno assicurato il loro prezioso servizio ai nostri amici e a tutta la comunità reggina e calabrese”.

“Siamo certi – conclude il comunicato – che questo ulteriore tentativo di scoraggiare e intimidire la chiara scelta di vita di Enza e Tiberio fallirà come quelli precedenti.

Confidiamo nel coinvolgimento dei reggini onesti e liberi e nella loro scelta di sostenere con i fatti l’attività della Sanitaria Sant’Elia. Solo così faremo capire ai criminali che la loro strategia è perdente e non ha futuro”.

E al sostegno di Libera si aggiunge anche quello dell’Amministrazione comunale di Roggiano Gravina, guidata dal sindaco Ignazio Iacone, che ha detto: “Dispiace davvero tanto per quanto successo al nostro “concittadino” Tiberio, a sua moglie Enza e ai suoi figli.

Tiberio è un esempio di uomo e di vita. Di chi ha scelto una strada, quella della legalità e della giustizia, di chi non si piega al malaffare e alle minacce della mafia. Noi siamo con te”.

Non potevano mancare parole di coraggio e conforto anche da “Radio Charlie”, dove Tiberio è stato in più occasioni ospite per raccontare la sua storia e lanciare messaggi importanti ai nostri radioascoltatori.

L’ultima volta in occasione della “V giornata della legalità”, organizzata dall’amministrazione Iacone, nel corso della quale è stato insignito del premio “Legalità, sempre”.

Lo abbiamo definito il nostro “speaker antimafia” e con lui la nostra radio continuerà ad essere sempre di più cassa di risonanza contro il racket, contro il malaffare e contro ogni forma di sopruso e limitazione della libertà umana.

#noistiamoconitiberio

ALESSANDRO TROTTA


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