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Paolo Masseroni – Passerà – Intervista

8 novembre 2018 Charlieblog-Osvaldo Cultura e Spettacolo


Quest’anno a Central Station, abbiamo deciso di inserire uno spazio dedicato ai cantautori emergenti, per dare modo agli ascoltatori di conoscere realtà musicali differenti (e non necessariamente alternative) a quelle proposte dalle grandi case discografiche.

Oggi incontriamo Paolo e la sua musica. Lui è uno di quelli che ha cominciato a cantare il rock e non ha più smesso. Oltre alla produzione discografica, si esibisce molto spesso nei live e suona con la sua band.

Il primo lavoro discografico “Non ho voce”, prodotto da un’etichetta indipendente ( TiAmo Records) ha venduto 500 copie fisiche. Un risultato ottimo se si considera che si tratta di un album di esordio. Questo gli ha dato la possibilità di avere un corposo seguito quando si esibisce dal vivo con quelli che lui definisce “compagni di note”, la sua band che mi ha voluto presentare con orgoglio durante la nostra chiacchierata:

Marco Resovaglio, tastiere e produzioni
Massimiliano Mangiagli, Batteria
Gabriele Gavazzi: chitarre e cori.

La sua musica

In un panorama artistico come quello attuale, caratterizzato da un ascolto sempre più personalizzato e “on demand” trovare chi non si affida completamente agli store di musica digitale ai social e ai portali di video streaming è quasi una rarità.

Una domanda che faccio sempre agli artisti è perché scrivono musica, cosa li spinge, qual è il fattore scatenante. Paolo mi risponde dicendomi “Scrivo canzoni perché è l’unico modo che conosco di liberarmi di qualcosa che ho dentro e vuole uscire… Non posso trattenermi dal farlo”.

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L’ultimo album

Il 2 giugno 2016 è uscito il suo secondo album prodotto dalla Giallo Ocra (etichetta del gruppo Universo) dal titolo “IL POSTO GIUSTO”. Presente anche su tutti i digital store.

Passerà

Tra tutti i pezzi di Paolo, ho scelto di farvi ascoltare proprio questo, perché a mio parere esprime a pieno il concetto di mettere in musica le proprie emozioni. Un brano scritto qualche tempo fa alle 3 di notte, quando nella testa si affollano pensieri e ricordi di esperienze, spesso poco piacevoli. Il luogo comune e le frasi di rito vogliono che si reciti la frase “tutto passa”, ma probabilmente non è così perché per quanto ci si possa distrarre e far finta di non ricordare, ci sono episodi nella vita di ognuno che rimangono indelebili nella mente.

Il brano si presenta da subito potente, tanto nella ritmica quanto nella vocalità. Non c’è un crescendo o un punto in cui l’energia esplode. Il testo è curato e nell’interpretazione si evince una nota autobiografica. Apprezzabile anche la sovrapposizione di voci nei refrain del pezzo che gli conferiscono uno stile Classic Rock.

Come sempre vi lascio il podcast dell’intervista e tutti i contatti social di Paolo, dandovi l’appuntamento alla prossima intervista.

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