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“Di questo passo aumenterà l’emigrazione degli operatori sanitari”

22 luglio 2017 Cronaca Notizie Politica


“Se non si interviene in maniera fattiva, di questo passo, aumenterà l’emigrazione anche degli operatori sanitari”. E’ l’allarme lanciato dal Segretario Provinciale dell’Ugl Valentina Alba Battendieri che ha sciorinato dati e analisi sull’attuale situazione che attanaglia la sanità in provincia di Cosenza e nell’intera Regione.

“L’Atto aziendale – ha precisato la dottoressa Battendieri – è uno strumento che sintetizza l’organizzazione di una Azienda sanitaria, cui il direttore generale intende dare e che,  pur conservando il modello generale di organizzazione e funzionamento, ne ridefinisce le scelte strategiche. Ebbene,  l’Asp di Cosenza ne è priva pur ricoprendo il 42% della popolazione della Calabria gestendo miliardi di euro che il governo centrale le destina.

Senza di esso, quindi, non è possibile garantire ed organizzare i necessari criteri di assistenza, con la conseguenza inevitabile di penalizzazione per i  lavoratori e gli utenti. Noi della Ugl, – ha aggiunto  il segretario provinciale del sindacato – per questa singolare situazione, e quindi, anche per il mancato riconoscimento di alcuni diritti dei lavoratori, siamo stati costretti, insieme ad altre sigle, ad inviare un esposto alla Corte dei Conti, per conoscere l’utilizzo dei fondi assegnati al personale per la produttività, progressioni e posizioni.

Tali risorse, a quanto pare, sono state dirottate su altre spese. Non meno rilevante la situazione di 300 ausiliari che svolgono funzioni oss, senza averne il riconoscimento. Per questa situazione è stato dato mandato a nostri  avvocati di fiducia per l’espletamento giuridico nelle sedi opportune, per  far riconoscere i diritti violati ai nostri iscritti e affrontare con successo questa grave ingiustizia. Inoltre c’è da dire che senza un Atto aziendale  non viene definito neanche un piano per le  stabilizzazioni del personale.

Tutto questo determina anche la perdita dei dipendenti che vivono nella precarietà da anni, che migrano in altre sedi, perché vincitori di concorso . Ne consegue, quindi, la  perdita di Unità lavorative all’interno dei reparti, arrecando disagi agli utenti e all’organizzazione dei turni lavorativi, con la conseguenza dell’allungamento delle di liste di attesa. Cosicché gli utenti, in questo caos, sono costretti a migrare altrove per curarsi, o comunque per effettuare esami diagnostici necessari, tra l’altro rientranti nei Lea.

Noi della Ugl, che da anni mettiamo in evidenza tutte queste criticità, cui sfugge ogni tipo di chiarezza,  siamo pronti a proseguire con le nostre battaglie e denunce fino in fondo, anche  tramite mirate azioni legali.

Queste situazioni, ne siamo certi, sono il risultato di  “beghe” politiche e di mancanza di accordi tra le parti.  Noi non ci stiamo, – ha concluso il segretario Battendieri – presto scenderemo in piazza ed è lì che si noterà chi starà dalla parte dei cittadini, degli operatori. Noteremo e registreremo la presenza di coloro che saranno libere voci pronti a sostenere e legalità e diritti”.


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