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Fiducia al Governo del cambiamento,vestito M5S-Lega

1 giugno 2018 Politica


Finita la conta dei giorni trascorsi da quel quattro marzo che sembrava, in coro gli abituali opinionisti andavano addebitando alle forze che pure erano uscite vincitrici dalla competizione elettorale. E persino la impennata dello spread borsistico (ma cosa è, e chi c’e dietro ?) sembrava congiurare contro il percorso ad ostacoli “istituzionali” delle due forze politiche. Tutte illazioni per posizioni preconcette che non tenevano conto della impraticabilità di maggioranze anche in presenza di quel tipo di risultato. Come se M5S e Lega non volessero raggiungere il patto di Governo e così capitalizzare, a favore degli italiani, quel dato elettorale. Ridicolo anche il sarcastico “invito” del Pd a fare presto una maggioranza. Come se non fosse stata invitata a misurarsi proprio dal M5S a sedersi al tavolo del confronto. Da esso quel Pd ha preferito starne lontano, preferendo l’aventinano posizionamento. Forse perché le tesi dei Pentastellati “sapeva” troppo di Sinistra, che doveva e poteva essere da esso  schieramento realizzato già da attore dell’Esecutivo ? Superata anche la pregiudiziale Savona (come se una politica può essere confutata e negata magari ottenendo lo spostamento di un dicastero !), ebbene quella Maggioranza temuta in molti ambienti, politici e non, non escluso l’ambito ecclesiale, mentre “andiamo in stampa” per la nostra Radio Charlie, il neo Governo Conte, con i colonnelli politici Di Maio e Salvini ha intanto giurato dinanzi al presidente Mattarella notaio. È ragionevole che tutti aspettano alla prova dei fatti, i primi atti governativi, l’Esecutivo della Terza Repubblica. Ognuno si spenderà nei vari talk televisivi ad etichettare, con forzature palesi e di comodo editoriali, il Governo, spostato a Destra. Premesso che nessuno si è prodigato per riportare, quando ve ne erano le condizioni, su sponda opposta lo schieramento, ma saranno i provvedimenti varati a farsi riconoscere egualitari e democratici per essere di dx o di sin. Intanto riconosciamo che la composizione del Governo, per genere e per assetto geografico appare equilibrato. E non solo, se va vista come una novità un Ministero del Sud, o della famiglia e per le disabilità. Nominalismi di bandiera ? Buon senso ed equilibrio di ragione vuole che per intanto si lasci “lavorare” il connubio governativo. Esso, ricordiamolo, è una sbuggeratura alle malevoli previsioni dell’ex sindaco di Torino, Fassino, circa esiti positivi del Movimento di Grillo, e nasce dovendosi difendere anche dalle grigie previsioni di un Presidente dell’UE, che non ha fatto mancare la sua bordata finale, proprio quando stava si per mettere la firma all’accordo di Governo. BUON. LAVORO presidente Conte !

Alberto Volpe


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