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Il poliziotto che sceglie di indossare la tonaca

23 febbraio 2017 Cronaca Gossip Lifestyle Notizie Società


“A volte le dicevo che andavo in palestra e invece ero in chiesa a pregare”. C’è anche una piccola bugia sussurrata per fede alla sua ragazza del tempo in una storia di vocazione che ha commosso San Marco, nel Cosentino.

“La mia vocazione nasce ai piedi di Gesù Eucaristia. Giorno dopo giorno, davanti a Lui, iniziavo ad avvertire il desiderio di dare un senso diverso alla mia vita, una scintilla di infinito aveva fatto breccia nel mio cuore”.

Da servitore dello Stato a servo di Dio. Anche i più scettici dopo aver ascoltato, o letto, la storia di Ernesto Piraino (38enne di San Marco Argentano) il poliziotto diventato sacerdote, si convincerebbero che qualcosa di divino e profondo esiste. E che si manifesta bussando all’anima “di chi è stato scelto”.

Altrimenti quale sarebbe il senso di un cambiamento così radicale? Lasciare tutto e darsi alla vita ecclesiastica. Lui che ha una bella e solida famiglia alle spalle, un lavoro che continuava a regalargli soddisfazioni, ultima in ordine di tempo il superamento del concorso come Ispettore. Lui che ha lasciato la ragazza perché quella chiamata è stata più forte e più irresistibile di ogni altra cosa.

“Qualcosa ad un certo punto è arrivato. Lentamente – ha sottolineato don Ernesto – ma forte e in maniera consapevole e matura”. Prima del grande passo, però, Ernesto ha vissuto la sua adolescenza in quel di San Marco con i fratelli e i genitori: mamma Assunta e papà Francesco, venuto a mancare nel 2012. Conseguita la maturità classica si trasferisce in Germania, precisamente a Stoccarda, per iniziare a lavorare.

Non ci resta molto, infatti trascorrono solo alcuni mesi e quella prolunga lo riavvolge fino a farlo tornare in Italia, a Bergamo, dove rimane fino al 1999. Proprio nel luglio di quell’anno, dopo l’esito positivo del concorso come agente della polizia di Stato, viene mandato a Campobasso per il primo corso di formazione.

Da lì a Reggio Calabria, Brescia, Gela e infine Messina, dove presta servizio allo Stato fino allo scorso anno. In questo lasso di tempo è sempre costante l’impegno per lo studio che lo premia con l’avanzamento di carriera: prima nel 2011 con il concorso vinto come sovrintendente e infine nel 2016 il titolo di Ispettore. Eppure non è questo ciò che riempie la sua vita.

Tutto diventa più chiaro una sera di febbraio di circa 7 anni fa “quando il Signore, nella cappella del seminario dove di tanto in tanto mi recavo per preparare alcune materie con dei colleghi di facoltà, – riaffiorano i ricordi di don Ernesto – parlò in maniera del tutto speciale al mio cuore, infondendomi la certezza che non avrei più potuto fare a meno di Lui e del Suo infinito amore”.

Nel giorno della sua ordinazione, lo scorso 11 febbraio nella Cattedrale di San Marco Argentano, tanta è stata l’emozione per quel momento che ha segnato un vero cambiamento nella sua vita. C’erano proprio tutti: la famiglia, gli amici, autorità politiche, civili, i colleghi (ormai ex) della polizia, tutti in divisa, con i quali ha lavorato per 18 lunghi anni.

E i sacerdoti della diocesi con Sua Eccellenza Monsignor Leonardo Bonanno, che lo ha nominato Vicario della Parrocchia San Pietro Apostolo di Roggiano Gravina, centro della provincia di Cosenza.

“La comunità – le parole del sacerdote – mi ha accolto con grande affetto e stima, dimostrando ancora una volta, qualora fosse stato necessario, quanto il popolo di Dio ami e rispetti i sacerdoti che egli, nella sua infinita bontà, provvede per la guida del suo gregge”.

Alessandro Trotta


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