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Reati ambientali ed esercizio abusivo della “professione”, denunce a Malvito e San Sosti

5 agosto 2017 Cronaca Cronaca giudiziaria Notizie


Malvito – Ieri mattina i carabinieri delle stazioni di Malvito, insieme a quelli della Compagnia di San Marco Argentano diretti dal Capitano Giuseppe Abrescia, hanno denunciato un 60enne per esercizio abusivo della “professione” e per smaltimento illegale di rifiuti. Nella fattispecie le forze dell’ordine della Valle dell’Esaro, nell’ambito di alcuni controlli mirati al rispetto della vigente normativa in materia ambientale, hanno effettuato prima un sopralluogo a Malvito, ove in un locale di circa 40 metri quadri, ubicato a piano terra di una struttura adibita a civile abitazione, era in atto un’attività abusiva di officina meccanica. Contattato il titolare, un 60enne del posto, quest’ultimo ha ammesso ai militari di non essere in possesso di alcuna autorizzazione, sia per  l’attività di meccanica che per lo smaltimento delle diverse tipologie di rifiuti speciali, pericolosi e non, prodotti dall’esercizio da lui condotto. Inoltre, lo stesso, ha dichiarato di smaltire i rifiuti non solo attraverso alcune ditte che effettuano la raccolta dei rifiuti per il Comune di Malvito, oppure consegnandoli ad ambulanti rom, il tutto, senza alcuna documentazione. Si è appurato, altresì che il prevenuto è un dipendente del Municipio di Malvito da circa 20 anni. A tal proposito, essendo emersi nei confronti del convenuto violazioni in relazione all’art. 256 co.1 d.gls. 152/2006 (gestione illecita di rifiuti), i militari, oltre a deferire in stato di libertà l’abusivo, hanno provveduto ad investire il Comune di Malvito per l’eventuale emissione di decreto di sospensione dell’attività  in quanto abusiva, segnalando inoltre la posizione del denunciato, che seppur assunto presso quel Comune, svolgeva l’attività autonoma di meccanico.

San Sosti – Sempre nel corso di accertamenti ambientali, i militari unitamente a personale dell’Arpacal di Cosenza, hanno deferito in stato di libertà un 55enne di San Sosti per aver violato l’art. 272 co.2 del d.lgs. 152/2006 e l’art. 7d.p.r. 59/2013, ovvero per aver attivato da circa 20 anni l’attività di autocarrozzeria mediante l’utilizzo di apposito forno senza la prevista autorizzazione all’emissione in atmosfera. Si è accertato, inoltre, che il locale veniva utilizzato privo di agibilità e pertanto si provvedeva unitamente a personale dell’ufficio tecnico del Comune di San Sosti al sequestro amministrativo dello stesso.


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