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Sanremo 2019 – risultati, polemiche e all’anno prossimo

10 febbraio 2019 Cultura e Spettacolo Notizie


Bene ci siamo. Anche questa edizione è finita, o come direbbe un famoso comico “ce la siamo levata dalle palle!”. Ma come al solito non mancano polemiche e contestazioni.

A chi mi accuserà di aver aspettato quasi 24 ore per scrivere, dico che non mi sono addormentato. Volevo semplicemente farmi un’idea di quanto si diceva e ovviamente visto il trambusto, aspettare dati e dichiarazioni ufficiali dalla Rai.

Ha vinto Mahmood, ma come si è arrivati a questo risultato?

Andiamo con ordine e capiamo come funziona il sistema di voto:

Per le prime tre serate a votare sono state

  • Il televoto da casa (40%);
  • La giuria demoscopica (30%);
  • La sala stampa (30%);

Nella quarta e quinta serata invece

  • Il televoto da casa (50%);
  • La giuria degli esperti (20%);
  • La sala stampa (30%);

Ogni sera è stata poi fatta una media con le votazioni delle serate precedenti e stilata una classifica.

L’ultima votazione, quella che ha visto sfidarsi solo i primi tre è stata infine gestita con le modalità usate per la quarta e quinta serata.

Tutti hanno votato Ultimo ma perché non ha vinto lui?

Ultimo (ANSA/ETTORE FERRARI)

Semplice, perché lui ha ottenuto la maggior parte delle preferenze del televoto ma non quelle delle altre giurie. I dati ufficiali della Rai, diffusi solo qualche ora fa, confermano questo dato.

Il televoto è una grossa fetta ma da solo non basta, bisogna avere anche buoni voti dalle altre due giurie. E anche nell’ultima votazione Ultimo ha incassato quasi il 49% (tantissimo) delle preferenze da casa. Per avere una vittoria quasi certa solo con il televoto avrebbe dovuto avvicinarsi al 100% delle preferenze.

E’ così sbagliato questo risultato

Non sta certo a me giudicarlo, è stato uno dei festival più seguiti dai giovani, e la canzone che ha vinto è, per genere ritmi e contenuti, molto in linea con quello che i giovani di oggi ascoltano. Anche gli esperti, oltre ad un giudizio tecnico, hanno espresso il loro voto in funzione di quello che può piacere agli ascoltatori.

Mahmood piace, e anche parecchio, ad una grandissima fascia di pubblico (non a me che scrivo in questo momento), quindi la sua vittoria non doveva essere scontata ma poteva benissimo essere plausibile, nel mercato musicale contemporaneo. Detto questo bisogna farsene una ragione e pensare al futuro.

Tiriamo un po’ le somme

  • Il pubblico dell’Ariston come la curva sud: La domenica siamo tutti allenatori e ieri sera ognuno di quelli seduti sulle poltrone del teatro si sentiva giudice e direttore artistico. All’annuncio dei finalisti ci sono stati fischi e proteste. Ovviamente fa parte della libertà di opinione, ma perpetrare il tutto per 20 minuti significa veramente esagerare;
  • I presentatori nel pallone: Tutto il festival per Bisio, la Raffaele e Baglioni è stato un susseguirsi di alti e bassi, ma alle proteste del pubblico sono andati completamente in confusione. Il buon Pippo avrebbe mantenuto il sangue freddo. Con un po’ di messa appunto magari poteva andare meglio;
  • La Bertè appena sotto il podio: nel festival dei giovani la prima degli altri (che fanno musica old school) doveva per forza essere lei. Fosse stato un festival come i precedenti (con un pubblico più adulto) avrebbe vinto a mani basse;
  • Ultimo e tutti i criticoni, male anzi malissimo: Gigino, mio infondo sei arrivato secondo… Non puoi prendertela con i giornalisti e gli esperti dicendo che per te ha vinto la gente… quindi tu. Quando ti sei iscritto al festival sapevi che non ci sarebbe stato solo il televoto. Stessa cosa dicasi per tutti quelli che sostengono la sua teoria. Il non è giusto esiste solo quando le regole non si rispettano o si cambiano in corsa. Tutto il resto è polemica, come i presunti conflitti di interessi di Baglioni o la fantasmagorica notizia della pubblicazione del vincitore su Wikipedia, prima della proclamazione;
  • Cristicchi e Silvestri: Canzoni interessantissime ed interpretazioni magistrali, i premi della critica etc. hanno confermato la bontà del loro lavoro. Vale il discorso della Bertè. In un altro festival forse…
  • Nino D’angelo e Patty Pravo: Operazione decisamente non riuscita. Grandi carriere alle spalle, ma quando il pezzo e le collaborazioni non funzionano, forse sarebbe meglio che il festival si guardasse in tv;
  • Baglioni Bis: Cosa deve fare un direttore artistico? Deve scegliere i cantanti e le canzoni che pensa possano piacere alla gente (e non a lui) e deve incastrare tutto in uno spettacolo gradevole da seguire. C’è riuscito? Dati alla mano direi di si…
  • Dopofestival: Pungente, dinamico, trasgressivo. Un’edizione tra le migliori che ricordi. Non fosse che vada in onda subito prima di Unomattina, farebbe più ascolti dello show principale. Bravi;

Perché Sanremo è Sanremo

E porta con se tutto il carosello di: emozioni, polemiche, dissidi, proteste… ma alla fine molti lo vedono e tutti ne parlano. Archiviamo anche questa edizione e pensiamo al futuro.

Voi cosa ne pensate?

Loredana Bertè (ANSA/ETTORE FERRARI)

 


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