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BOOK ON AIR – Bosco Bianco

Scritto da il 18 Novembre 2019

“Ci sono persone che si notano appena, le mettiamo a fuoco da lontano e diventano nitide dopo un lentissimo avvicinamento. Altre sbucano da dietro una curva, senza preavviso, come un’apparizione… Noi le chiamiamo destino.”

Il barista scrittore Diego Galdino torna a farci dono di una storia d’amore, il racconto di due vite che si incrociano per sbaglio e si intrecciano per scelta.

Siamo sulla costiera amalfitana, precisamente nella piccola cittadina di Santa Maria (non fate come me, non cercate la città perché non esiste, anche se dovrebbe!), lì dove Chiara Pizzi in procinto di morire decide di fare testamento e lasciare la maestosa e romantica tenuta di Bosco Bianco ai figli delle persone più importanti della sua vita: Samuele, suo nipote, il figlio della compianta e tanto amata sorella, e Maia, figlia della sua più cara amica d’infanzia.
La tenuta è uno dei posti più suggestivi della costiera amalfitana, tanti artisti negli anni la sceglieranno come posto in cui rigenerare la propria arte e le proprie passioni, un luogo a cui affidare segreti e storie d’amore.

Ma la poesia di questo posto verrà messa in pericolo da Andrea Razzi, proprietario di una catena di lussuosi alberghi che, venuto a conoscenza della morte di Chiara e di un ipotetico quanto prezioso diario segreto custodito nella tenuta di Bosco Bianco, decide di approfittare dell’instabilità economica di Samuele acquistando la sua parte di proprietà, mentre sfodera Giorgio Betti, il suo miglior agente immobiliare, nel tentativo di completare l’acquisto rilevando anche la parte di Maia.

Ciò che posso dirvi è che Maia darà filo da torcere a Giorgio ma chi la spunterà in tutta questa storia dovrete scoprirlo da soli. Fatevi un salto nella tenuta di Bosco Bianco, passeggiate nelle sue stanze, respirate il profumo di coloro che l’hanno vissuta e lasciatevi emozionare dall’amore.

Spesso in amore c’è chi dice “Io ci metto il cuore!” e chi non dice niente e il cuore ce lo lascia.”

Daniela, #BookLover

Due chiacchiere con Diego.

Essere uno scrittore noto ha mai influenzato negativamente la tua vita e i tuoi rapporti?
Assolutamente no, anche perché pur partecipando ad un tour di presentazioni nelle più importanti città della Bulgaria o rappresentando l’Italia al Festival di letteratura europea in Germania, alla fine, il giorno dopo, ritorno sempre dietro al bancone del bar a fare i caffè. Certo non posso negare che come cosa sia un pochino disorientante, ma ormai ci sono abituato è un po’ come essere Superman e Clark Kent.

L’ispirazione può essere cercata o è sempre lei che trova te prima di ogni libro?
Sono le storie che trovano me, è come se i protagonisti mi raccontassero le loro vicissitudini ed io non facessi altro che raccogliere le loro testimonianze. Per questo quando inizio a scrivere un libro, parto e arrivo alla fine senza alcun dubbio o tentennamento. Non faccio scalette, o schemi, scrivo di getto senza pensare. 

Rinunceresti ad essere un barista per amore della scrittura?
Mi piace troppo l’idea di dare un posto ai miei lettori sparsi per il mondo in cui possano sempre trovarmi, per una dedica, una foto, due chiacchiere ed un caffè preparato da me.   

Come affronti le recensioni negative se capitano?
Se non sono fatte per frustrazione, invidia, e con cognizione di causa, le accetto e ne faccio tesoro, ringraziando comunque la persona che ha deciso di dare fiducia al mio romanzo dedicandogli del tempo. Se qualcuno mi scrive che il mio libro non gli è piaciuto perché ad agosto sulla costiera amalfitana i protagonisti del mio libro  accendono il camino per farsi una bruschetta, sorrido tra me e me, augurandogli la mia stessa fortuna letteraria.

Quanti anni avevi quando hai scritto il tuo primo libro?
Ho iniziato a scrivere tardi. Mi sembra a ventisei anni.

C’è qualcosa di cui non scriveresti mai?
Forse politica… E matematica.

Destino o libero arbitrio?
Destino tutta la vita…

Ti ritieni un uomo e uno scrittore fortunato?
Tutte le persone che amo stanno bene, ho due figlie eccezionali e meravigliose, sì credo di essere un uomo fortunato, come scrittore lo sono stato al momento giusto, tanto, poi credo di essermi guadagnato la fortuna che ho avuto, non mandandola sprecata.

Cosa ordini maggiormente quando entri in un bar che non sia il tuo?
Una Coca Cola…Sono astemio e il caffè mi piace solo nel Tiramisù, come granita con un chilo di panna sopra e sotto o come gusto di gelato.

L’amore è…?
L’amore è l’amore e non ci puoi fare niente.


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