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BOOK ON AIR – Caro te, ti parlerò di quelli del “fino alla fine”

Scritto da il 12 Ottobre 2019

Luigi è un giovane scrittore che per la prima volta fa dono di sé ai lettori. Dopo aver scritto e conservato nel forziere del suo cassetto tante bellissime lettere, ha deciso fosse arrivato il momento di spedirle in tutto il mondo, così che chiunque potesse scegliere la sua preferita da custodire o rispedire. Per farlo ha dato vita ad un moderno epistolario, dai molteplici mittenti e destinatari, dove il tempo perde la sua importanza, dove passato, presente e fantasia condividono pagine bianche e riscrivono le emozioni.

“Caro te, ti parlerò di quelli del fino alla fine” è una sveglia, un monito a non mollare, una spinta incoraggiante. Lo scrittore sceglie di aprire una finestra tra due mondi che solo insieme possono farsi forza: i giovani e gli adulti. Le lettere, tra autobiografia, personaggi storici e una spiccata ma non banale fantasia, sono il mezzo di comunicazione tra due generazioni che oggi più che mai tendono a dimenticare quanto siano interdipendenti: la difficoltà dei giovani a comprendere gli adulti, le loro scelte e le loro debolezze, inciampa sugli adulti che per far spazio a responsabilità, impegni e sacrificio hanno dimenticato i sogni e i bisogni della loro gioventù.
L’obiettivo di avvicinare i due mondi generazionali è svelato nel prologo dallo stesso scrittore, ma ben celato nelle lettere che aiutano il lettore ad immedesimarsi nel mittente o nel destinatario e quindi nella sua condizione di giovane o adulto.

Sfogliando queste lettere manca il punto certo, nel viaggio in cui questo libro accompagna il lettore non c’è un punto di arrivo o di partenza uguale per tutti, non ci sono verità indiscusse, finali obbligati o mete da raggiungere. Questo libro è un percorso che ciascuno affronta in base alle proprie esperienze, ogni lettera inizia e finisce tra la sua prima e ultima parola, ma nel mezzo crea un legame con tutte le altre che solo alla fine del libro lo scrittore aiuta a svelare. Queste lettere fanno gruppo come i personaggi che raccontano, e la forza del libro risiede nella forza dell’insieme delle lettere che contiene, come la forza di ciascuno è la forza del gruppo a cui sente di appartenere, più grande il gruppo maggiore la forza.

Per pubblicare e dare “vita letteraria” al suo epistolario, Luigi ha scelto di sfidarsi per sperimentare ancora una volta su di sé la forza del “non mollare”. Sceglie così di affidare le sorti delle sue lettere ai lettori ancor prima di pubblicarle: Book a Book è la casa editrice che le sta custodendo mentre una campagna di crowdfunding deciderà se questo epistolario prenderà mai vita. Sul sito della casa editrice è possibile leggere un estratto del libro per aiutare il lettore a comprendere l’obiettivo dell’autore e decidere se sostenerlo o meno con il pre-ordine del suo libro.
Io l’ho fatto per tre motivi: 1. I libri sono la mia passione più grande, ma senza scrittori che si mettono in gioco questa ricchezza svanirebbe, in più se lo scrittore è così giovane non si può non dargli una pacca sulla spalla sussurrandogli di andare “fino alla fine”; 2. La lettera che si può leggere in anteprima sul sito della casa editrice dice così tanto sulla sensibilità dell’autore che lascia immaginare la qualità dell’intero progetto letterario;  3. Tutti custodiamo una lettera ricevuta, una lettera scritta ma mai spedita o il desiderio di riceverne una, quella lettera che contiene esattamente le parole che volevamo o avremmo voluto sentirci dire, questo libro potrebbe aiutarci a riscoprire esattamente l’emozione provata a contatto con la nostra lettera del cuore.

Caro te, ti parlerò di quelli del “fino alla fine”
di Luigi Castellucci, Book a Book, campagna di crowdfunding 2019
https://bookabook.it/libri/caro-ti-raccontero-del-alla-fine/

 

Chiedilo allo scrittore!

  • Chi è Luigi e perché scrive?

Luigi è un ragazzo come tanti, uno studente liceale, che ha riscoperto con gli anni la passione e la voglia di trasmettere qualcosa alle altre persone. Questo lo ha voluto fare nel modo più bello che possa esistere: scrivere. Vuole concedere il suo mondo, le sue perplessità, i suoi dubbi, le sue speranze, a chi ha intorno. Luigi odia sprecare le ore coricato sul divano ad oziare. Luigi vuole esistere e sa che può farlo solamente dedicandosi a questa meravigliosa arte. 

  • Come nasce il tuo libro: Caro te, di parlerò di quelli del “fino alla fine”?

Sin da piccolo ho sempre scritto storielle, favole, racconti. Ultimamente ho ritrovato anche la mia prima fiaba scritta a 6 anni e stampata al computer. Questa passione si è riaccesa in modo particolare negli anni dell’adolescenza, dove mi piaceva raccogliere in un quadernino gli aforismi più belli che il pensiero mi potesse suggerire. A fare sfociare questo fiume, fu un concorso letterario dove, piazzandomi in una buona posizione, capii che ciò che scrivevo aveva più importanza di quanto pensassi. Fu così che mi gettai completamente nel mare della scrittura e continuai con il genere del concorso, con cui mi ero trovato abbastanza bene: le lettere.  Ci furono lettere dove era ciò che mi circondava a richiamarmi a scrivere. Mentre altre era proprio la Storia, che esaltava ai miei occhi come mancassero dei tasselli e io me ne assunsi il compito colmandolo con le epistole. Infine scrissi lettere dove semplicemente era quello che avevo dentro ad aver il bisogno di uscire e incontrare il parere e le emozioni di altre persone. 

  • Come si riconosce un Book Lover?

Pensando alla parola “booklover” mi viene in mente quello che può esser definito “un divoratore di libri”. Ma la mia versione, e come vivo io questa figura, è il lettore che immedesimandosi nei libri, quando si trova a contatto con la realtà, riesce a trasportare le pagine su quello che vede, riesce a sentire gli echi delle parole degli scrittori, che ormai vivono in lui. Non esisterà più un suo gesto, o una nuova natura da ammirare, senza avere nella testa una descrizione o narrazione già sentita. 

 

Daniela De Marco, #BookLover


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