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BOOK ON AIR – Il terzo seme del diavolo. Il teorema di Corinne

Scritto da il 21 Ottobre 2019

“Nelle piccole comunità, soprattutto quelle montane, le credenze popolari spesso e volentieri sono portatrici di sventura. Del resto, ogni forma di superstizione trae spunto dall’ignoranza, ovvero dalla paura di ciò che non si conosce; quella stessa paura alimentata da coloro che fanno leva sulle insicurezze altrui per ritagliarsi ruoli di potere. Ancora oggi, nelle società tribali, gli uomini deboli di intelletto sono tenuti schiavi per mezzo di pratiche voodoo e riti esoterici. Purtroppo, chi rinnega il proprio pensiero si arrende definitivamente all’abominio del pensare altrui.”

Gerardo è lo scrittore che più di tutti, in questi anni di amore smisurato per i libri, ha sfidato i miei gusti e sconfitto i miei pregiudizi verso generi letterari così distanti da me.

Faccio scorpacciate di horror in tv ma se curiosate nella mia libreria le sole dita delle mani vi basteranno per contare i libri horror che posseggo; se poi volessimo contare quelli letti, di mano ne basterebbe una e se mi chiedete quali tra questi ultimi mi hanno appassionato, per ora c’è solo “Il terzo seme del Diavolo” di Gerardo Monaco. Sembra una sviolinata ma, credetemi, non lo è. Sicuramente la mia analisi è più che mai lontana dalla completezza e dall’oggettività, in quanto la mia conoscenza del genere letterario horror è pressoché nulla, ma quando scelgo di recensire un libro lo faccio svuotando la mente da contaminazioni esterne, non cedo mai al confronto con scrittori simili o libri tematicamente prossimi, condivido semplicemente e senza filtri le emozioni che ho scovato tra le pagine e il mio pensiero sulla capacità comunicativa dello scrittore. Ed è proprio da quest’ultima che voglio iniziare per parlarvi di questo libro.

Gerardo, nel 2016, con grande coraggio ha scelto di esordire con una storia che ruota intorno ad uno dei temi più delicati che chiunque possa mai trattare: l’eterno conflitto tra il bene ed il male, tra il sacro ed il profano, tra fede e superstizione, tra realtà e menzogna. La delicatezza narrativa con cui lo scrittore affronta questi temi fa sì che chiunque possa avvicinarsi a queste pagine senza sentirsi “offeso”: che tu sia credente, agnostico, ateo, qualunque sia la tua religione, che tu sia superstizioso o meno, questo libro non ti darà torto o ragione, non giudicherà le tue certezze o i tuoi valori, ti racconterà semplicemente una storia dove potrai identificarti in uno o più personaggi, dove potrai riconoscere un tuo amico, tua nonna, tuo zio.

Questo è decisamente ciò che maggiormente preferisco della scrittura di Gerardo, che in questo libro sprigiona tutta la sua bellezza: non è mai presuntuosa o saccente, pur trattando argomenti su cui lui stesso ha un’idea ben precisa, non lascia mai trapelare il suo punto di vista e resta scrittore e spettatore super partes. Dieci e lode!

Ma la scrittura ovviamente non basta a far bene un libro se la storia che contiene non stuzzica la curiosità del lettore. In poco meno di 200 pagine Gerardo mette in gioco una serie di interessanti dinamiche familiari che costruiscono l’horror su cui si basa la storia. Evelyna è la protagonista indiscussa, un’adolescente coraggiosa e curiosa che scava nel passato della sua famiglia per conoscere la verità che negli anni gli era stata nascosta. Grazie alle confessioni dello zio materno, mette ordine a date, ricordi, volti, nomi che pur essendo sempre stati parte della sua vita non avevano mai avuto senso fino in fondo. Quando la morte della madre smette di essere semplicemente un incidente, quando la follia della nonna nasconde lucide verità, quando scopre la debolezza di suo padre saccheggiato della purezza del suo cuore e dei suoi sentimenti, Evelyna diventa subito adulta, sceglie con coraggio e determinazione, affronta a testa alta la realtà violenta e inclemente, e cerca ostinatamente la redenzione per la sua famiglia, anche se il prezzo da pagare sarà alto.

Non posso dirvi se Evelyna riuscirà a stare dalla parte giusta nel conflitto tra bene e male; non vi svelerò le sue intenzioni e le sue convinzioni; non saprete da queste righe se tanto impegno e tanto affanno aiuteranno la famiglia di Evelyna a ricostruire la stabilità da anni perduta; ma posso dirvi che non rimarrete delusi da questo libro, quando leggerete le ultime righe de “Il terzo seme del diavolo” vi direte che ne sarà valsa la pena.

“Ciascuno di noi è il risultato di ciò che la vita gli riserva: qualche volta, anche le apparenze possono ingannare.”


Daniela De Marco
#BookLover

Il terzo seme del diavolo. Il teorema di Corinne
di Gerardo Monaco, Alter Ego, 2016

 


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