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“CI SARA’ GIUSTIZIA FINALMENTE IN QUESTO MONDO !

Scritto da il 4 Giugno 2021

Così il Renzo del lombardo Manzoni, nella sua opera letteraria più conosciuta. Ma il Renzo di allora, che tra la supplica e la minaccia invocava quel giudizio “giusto” sempre a discrezione dei “potenti” dell’epoca, non è poi tanto diversamente invocata dai cittadini comle “premialità”uni dei nostri giorni. Il “caso Brusca” ce ne dà motivo per commentare le reazioni neppure che a quella liberazione sono seguite. Ebbene, non v’è chi, credente o meno in una religione, non abbia avuto un moto di indignazione per la scarcerazione del pluriomicida. Indignazione, forse in qualche modo mitigata dalla pubblicazione del video nel quale colui recita ed invoca un qualche perdono dai famigliari delle sue vittime omicide. E, sì, che non si è fermato il suo accanimento omicida e stragista dinanzi ad un dodicenne, non disdegnando di assicurargli una morte in un contenitore pieno di acido. Non che le altre vittime, fatte morire in vili ed atroci attentati siano meno rilevanti penalmente parlando. Con dei precedenti di siffatta gravità e crudeltà, certo che non si può pretendere dalla opinione pubblica, minimamente informata, una reazione demoralizzante per una condanna ed una pena di quella entità. “Ci voleva l’ergastolo, e fargli fare la fine di Riina”: questi i commenti più ascoltati e letti in questi giorni. Per un sistema giudiziario in di implosione, per come dimostrano i “veleni” delle varie componenti interne, certo che anche la Brusca rappresenta un altro duro colpo alla credibilità della istituzione GSM,  vitale per una società democratica. E tuttavia, senza rievocare le strumentali categorie politiche che vogliono divisi i rappresentanti politici e con essi i cittadini, tra giustizialisti e garantisti, come dire tra colpevolisti e innocentisti a priori, le regole e le leggi ,seppur sbagliate vanno rispettate. E nel nostro caso la scarcerazione del soggetto criminale risponde al requisito di aver scontato la pena a lui cominata. Quindi un fine pena previsto  da un dispositivo di legge che era stato articolato ed approvato dal giudice Giovanni Falcone. E l e “premialità” carcerarie erano chiaramente previste nei confronti di quei pentiti che con le loro confessioni davano agli inquirenti elementi per penetrare nel sistema  organigramma della malavita .  E, dunque, sembra del tutto legittima la decisione del giudice di sorveglianza di scarcerare il pluriomicida. E, dunque, anche scontata per il legislatore che  siede nel Parlamento italiano. E, dunque, è assolutamente ipocrita e populista quell’alzata di scudi con sconcerto e pure di indignazione dei soliti leaders politici in cerca solo di consenso mediatico, a prescindere dalla giustezza o meno delle loro prese di posizione nel merito. E nel caso specifico è proprio così, considerato che, alla luce del fatto in specie potevano intervenire per tempo ad apportare gli opportuni correttivi a quella stessa legge Falcone.  Di che si scandalizzano ? Il cittadino non può intervenire. Ma la Politica con le sue riforme, sì. E non si strumentalizzino questi ultimi, sperando di cercare un consenso impossibile. Piuttosto quella casta cerchi di non approfittare di leggi e leggine ad personam per accreditarsi vitalizi che al cittadino onesto e al contribuente onesto è vietato anche sognare, pur dopo ben 40 anni di LAVORO.    


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