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Ricordare l’Alighieri senza passerelle

Scritto da il 23 Marzo 2021

                                  

E siamo ai 700 anni dalla scomparsa del “divin poeta”, quell’Alighieri universalmente conosciuto (a differenza di ogni altro letterato e scrittore) col nome proprio di Dante. Sappiamo che egli,fra l’altro, è rappresentato come caposaldo della lingua italiana. Quanti in quest’anno e con diverse iniziative ne vogliono ricordare i fasti e il valore formativo culturale tout court ? Eppure quotidianamente sono “nefasti” quei “racconti” giornalistici che fanno strame del nostro idioma nazionale ! Dopo 35 anni di insegnamento di lingua italiana, nella lettura dei giornali mi capita di dover rileggere un periodo alla ricerca di quel soggetto e predicato che non trovo, e pur indispensabili del pensiero corretto. Sbaglio od oggi è superata la regola che una preposizione principale è altra da una secondaria, per cui quest’ultima non può reggersi senza la prima ? Ma fioccano frasi con pronomi relativi che fai fatica a collegare con una inesistente reggente. Dunque mi par che si faccia strame delle regole (poi si grida a mancate certezze). Né sono “licenze” poetiche. Ma sarebbe meglio definirle libertà da regole, che non fanno onore al personaggio fiorentino che, ancora oggi inviterebbe a “risciacquar” il periodar corrente. Cosa che sarebbe utile anche a docenti distratti e poco appassionati di quel parlar poetando, e perché discenti altrettanto da vacui messaggi di social apprezzino un “dolce stil novo” per comunicar tra coetanei. Una edificante “lettura” dell’Opera del divin poeta , magari alla luce di esegesi ed analisti come Pergiorgio Odifredi, capace di spiegare simbologie tipiche, numeriche e non, proprie della Divina Commedia. E tra quelle simbologie il n.3 delle cantiche, ognuna composta da 33 canti; delle 3 Guide (Beatrice, Virgilio, San Bernardo), ed infine delle 3 donne (la Madonna, Beatrice e Santa Lucia). Sono tanti, in conclusione, i buoni motivi perché ci si avvicini al mondo dantesco con rinnovata “sete” di saper , e per scoprire mondi religiosi e sociali da mettere a confronto con il mondo contemporaneo.


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