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La Giornata della DONNA senza mimosa, ma con più fatti.

Scritto da il 11 Marzo 2021

 Andare oltre i simboli, per combattere il tema della violenza maschile contro le donne : è questo l’obiettivo cui punta anche il Cif locale. Il sodalizio femminile, presieduto da Giada Mele-Raddi, plaude al flashmob di Biella che ha visto sfilare “gli uomini in scarpe rosse”. “Da qui bisogna partire-afferma la Mele- per vedere proprio gli uomini a denunciare la violenza come rifugio degli incapaci, e che la violenza è il problema e non la soluzione dei problemi”. E, tuttavia, idealmente anche in questa cittadina si partecipa a quella “Passeggiata della Solidarietà” con la quale si vuole mantenere alta l’attenzione al grave problema dei nostri giorni. La giovane associazione delle Donne di Roggiano che compongono il Cif , ci ricorda la “rossa Giada”, ha potuto portare il proprio soccorso attivando uno “sportello d’ascolto” ed un “centro antiviolenza”, cui si sono rivolte donne con problemi di genere. Il fenomeno, dice la presidente del Cif, è in sensibile aumento anche in contesti locali apparentemente normali, ed oggi aggravato dalla difficile situazione economica da pandemia”. 

Si va,anche col prossimo 8 marzo, verso una ritualità della Giornata della Donna ?

La Festa della donna è una giornata per ricordare le conquiste sociali e politiche delle donne. Ed oggi deve essere una occasione per rafforzare la lotta contro le discriminazioni e le violenze di ogni tipo, una occasione per riflettere sui passi ancora da compiere il cammino della parità di genere.

Come rispondono le istituzioni locali circa il sostegno a risanare tale piaga sociale ?

Le istituzioni, e segnatamente la Scuola, si dimostrano sempre più disponibili ad aprire le porte ad Associazioni come la nostra, permettendo di incontrare i giovani studenti e sensibilizzarli adeguatamente, proponendo progetti e percorsi di “educazione ai sentimenti”. Compito delicatissimo dell’Associazione è quello di fare da ponte tra le istituzioni e le vittime, tutelando e rappresentando i loro diritti.

Oltre, dunque, le panchine rosse o le scarpette rosse , il Cif, assicura Giada Mele, si proietta come punto di riferimento, “essendo in grado di valutare ed affrontare, in maniera competente ed efficace, richieste di aiuto, non senza il soccorso di figure professionali di ampio spettro”.   

Alberto Volpe


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