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Moralismo ed Eticità : nella Magistratura come in Politica

Scritto da il 18 Marzo 2021

Dal maxiprocesso denominato “Rinascita Scott” in corso a Lametia, al caso di cronaca con Fabrizio Corona protagonista, e fino alla ritrovata “unità” per la elezione dell’ennesimo Segretario nazionale alla guida del Pd, di Enrico Letta che succede a Zingaretti : sono, questi, tutti buoni motivi che suggeriscono, e non senza una drammatica attualità, riflessioni di sostanza circa la “bolla”, mediatica e culturale (sic!) che caratterizza la qualità di vita della società di cui ciascuno di noi è parte, integrante o marginale (e, certo, non sua sponte). Dunque, finalmente, è stato quel canale pubblico televisivo di Rai Tre, con la puntata di lunedì 15 di Presa Diretta, con Riccardo Iacona e la sua squadra, ad interessarsi a quella plantigrada struttura che accoglie un “mondo” di inquisiti e messi sotto accusa da un esemplarmente coraggioso Procuratore Gratteri, che attraverso le tre mila pagine del Processo mette alla sbarra la nostrana ‘Ndrangheta . Ed è particolarmente sintomatico e inquietante che esso stia passando pressoché sotto silenzio ed inosservato per la grande stampa. Come a voler dare un segnale di minimizzazione del fenomeno criminoso, che pure, come si rileva dalle “carte” permea ed invade i rapporti socio-economici del nostro Paese (ma non solo). Perché quei “racconti” restano di esclusivo interesse di una trasmissione televisiva ? Forse che la malavita organizzata (dicasi Mafia, Camorra, ‘Ndrangheta) non va “disturbata” perché emergerebbero collusioni e contiguità ?  Interrogativo non del tutto peregrino ed irreale, a rilevare personaggi (euro e nazionalparlamentare avv. Pittella, come il Magistrato Petrini) e ambienti massonici, più o meno deviati, ad essi in qualche modo collegati e riconducibili. E, fatta salva la preponderante parte di Magistratura “pulita”, quale credibilità residua riserva in termini di equità, rettitudine ed imparzialità ai Collegi della Giustizia il “j’accuse” di Palamara, per un ben noto “sistema” di nomine ed aggiusta sentenze pro domo sua ? Ahimè, come siam ridotti, vien da concludere ad ogni accenno di sollevar la polvere sotto il tappeto, sia esso riguardante la Magistratura,appunto, piuttosto che della Politica, la quale sembra talvolta voler buttare la maschera (sarà il caso dell’ennesimo segretario del Pd, Enrico Letta ?), alla ricerca, ognuna delle Istituzioni, di una ritrovabile identità e funzione che privilegi un Popolo (altro che Gente) , e non le individuali “poltrone”, che fin troppo evidentemente si rivelano funzionali ad una “casta” (anche esso termine pare sia sparito dal vocabolario politico di certo M5S) ? Si “gioca” troppo e strumentalmente con le parole moralismo, e giustizialismo od anche garantismo. Forse, e senza forse, bisognerebbe dare senso e sostanza piuttosto ad una nuova ETICITA’, di cui i vari settori di una convivenza CIVILE si nutre e nel cui alveo ciascuna entità umana deve riconoscersi per crescere evolutivamente per il benessere solidaristico generale. Ma responsabilità e l’essere LIBERI, prima nella testa che nella tasca, sono gli ineludibili presupposti. 

Alberto Volpe     


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