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Quella Superstrada delle Terme : altra dimenticata

Scritto da il 14 Dicembre 2020

Almeno una colonnina di soccorso potrebbe essere installata lungo quell’asse viario meglio conosciuto come “Strada delle Terme”, ma anche superstrada dei due Mari. E’ quanto viene sollecitato da questa civica Amministrazione all’Anas, al fine di garantire una possibilità di richiedere un intervento per gli automobilisti in panne o in situazioni di sinistri. Ma la indicazione è rivolta anche agli amministratori dei Comuni (S.Marco, Fagnano,Guardia P.) che su quell’importante nastro d’asfalto si affacciano con i rispettivi territori. L’atto deliberativo dell’Esecutivo roggianese viene sufficientemente motivato proprio per i gravi disagi, disorientamenti e pericoli strettamente connessi con i frequenti incidenti che si verificano lungo quelle carreggiate, e tutto ciò causato dalla carenza più assoluta di un pur minimo punto di soccorso, come può essere una colonnina di S.o.S. Richiesta ancor maggiormente giustificata dalla “zona d’ombra” in fatto di comunicazioni da cellulare che caratterizza un lungo tratto della Superstrada stessa. Il “richiamo” a dare un minimale servizio di sicurezza agli automobilisti che si ritrovano a percorrere la SS 283, è una buona occasione per ricordare che stiamo parlando di una ennesima incompiuta opera pubblica in questa parte di territorio cosentino. Infatti, quella che doveva rappresentare uno strumento di economia da turismo per questa zona, dovendo collegare il Mar Jonio con il Mar Tirreno, e quindi le stazioni termali di Spezzano A. con quelle di Guardia P., e passando per lo svincolo autostradale della ex A3, oggi del Mediterraneo, tutto ciò è rimasto un progetto tronco e dimenticato. Mai realizzato il primo lotto della cosiddetta Superstrada delle Terme, si interrompe in territorio di San Marco A., per raccordarsi dopo appena 200 metri sulla preesistente. Senza dimenticare che dal 1996 esiste una deviazione, in territorio fagnanese, a causa di un viadotto a suo tempo costruito per infiltrazioni, e mai ripristinato. Né meno significativo della inefficienza dell’Azienda autostradale pubblica è il “ponte sospeso” in territorio tra Roggiano e San Marco-Scalo, che doveva appunto collegare la SS283 all’autostrada del Mediterraneo. Si metterà mano qualche volta a quell’opera pubblica pur sempre dichiarata strategica per l’economia di questo territorio ?

Alberto Volpe


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