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S. O. S. Scuola, per una Società in cammino

Scritto da il 16 Aprile 2021

Per una volta tanto facciamoci distrarre dalla pur preoccupante condizione epidemica e pandemica, che invade, coinvolge e penalizza fortemente senza limiti e confini, geografici e sociali, per rivolgere la nostra riflessione a quel settore fondante della civiltà e progresso di un Popolo, qual’è la Istituzione scolastica. L’occasione, ma non meno che pretesto, mi vien data dal film “Il professore cambia scuola”, offerto ieri sera (15 aprile) da quella programmazione radiotelevisiva di RaiTre, già apprezzabile canale nazionale pubblico per i servizi di Report con Sigfrido Ranucci, e di Presa diretta con Riccardo Iacona. Dunque il film, del regista Olivier A. Videul, oltre a richiamare alla mia memoria la ultratrentennale carriera di docente in tutte e tre i gradi scolastici, con inalterato interesse quella produzione filmica viene a confermare l’importanza vitale della Istituzione educativa pubblica nella prospettiva formativa ed evolutiva di una Comunità sociale. E’ particolarmente positivo che quel settore artistico accenda i propri riflettori sulle problematiche tipiche ma anche storiche del momento che afferiscono la Scuola. E, certo, quelle che Scuola e studenti stanno attraversando da circa due anni, con incertezze e lezioni a distanza, non contribuisce a ridare sicurezza e concretezza alla funzione intrinseca di essa Istituzione. Funzioni ed operatività che troppo spesso sono state sottovalutate dalla Politica, la quale, ora con figure ministeriali scarsamente adeguate ed ora con disinvolti tagli finanziari, hanno finito per svilire e mortificare proprio nella sua specifica finalità la Istituzione formativa statale. Già di suo la Scuola ha nelle sue precipue dinamiche quella di attrezzarsi per superare criticità “portate” dai soggetti fruitori scolastici. E, per l’appunto, sono quelle problematiche focalizzate dalle movenze del cast oggi particolarmente acutizzate da una conflittualità evidente tra componenti scolastiche e realtà extrascolastiche. E le leggi prodotte da certa Politica nulla ha fatto per dirimere le tensioni che nel tempo si andavano manifestando. La stessa classificazione di tipologia di istruzione all’interno della Istituzione (pensiamo alle scuole professionali) non ha certo agevolato una serena e paritaria crescita della popolazione scolastica. Quel Prof che, nel film, voleva imprimere una “svolta” nella sua carriera professionale e proveniente da un Istituto parigino blasonato, ha dovuto “fare i conti” e scontrarsi con le criticità ed i pregiudizi propri di un liceo delle banlieue. Oggi che la forbice economica tra le classi sociali è ancor più larga e divaricata per via del fermo lavorativo , dovrebbe spingere e favorire la tendenza al dialogo e all’ascolto dei soggetti più “deboli”, per non dichiararsi sconfitti come operatore formativo e come Stato sociale di diritti. Proprio l’obiettivo che ha inseguito quel Prof parigino, che pur deluso in qualche sua legittima aspettativa personale, ha vinto la battaglia di far condividere tra i suoi  allievi la convinzione delle individuali potenzialità, come soggetti e  promotori di diritti, leve di progresso e di solidarietà nella Comunità di appartenenza. Vorremmo che si affermasse sempre più la progettualità educativa della massima Istituzione di uno Stato per la conservazione del proprio vivere democratico che la storia ha sedimentato e che nessun silente e mascherato autoritarismo, politico-finanziario, dovrà poter cancellare.  

Alberto Volpe


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